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Circuiti elettronici stampati

Come è stato accennato nel post sul progetto RepRap, uno degli scopi di quella community è quello di poter ricreare una stampante 3D identica a quella di   partenza, utilizzando solamente quest’ultima. 

Per le parti plastiche questo è già realtà, infatti caricando i file STL di ogni pezzo si possono generare in poche ore metà delle componenti di una stampante RepRap. Ciò non è ancora possibile per le parti metalliche ed elettroniche.

Si stanno però facendo passi avanti anche in questa direzione. Il primo post, presente nel blog del RepRap project, sull’autoproduzione di componenti elettroniche risale a tre anni fa, aprile 2009.

L’articolo di Adrian Bowyer (“padre” del progetto RepRap) riguarda il lavoro di un suo studente dell’epoca, Rhys Jones che ebbe l’idea di depositare metallo in canali appositamente creati su una board stampata, prestando particolare attenzione ai vari punti di fusione per non fondere la plastica.

Rhys ha quindi adattato l’estrusore, che normalmente rilascia materiali plastici, per fare depositare un metallo da saldatura attraverso un sottile tubo avvolto da un filamento di nichel-cromo riscaldato.

Il circuito è di bassa qualità, ma le varie componenti elettroniche sono facilmente inseribili sul lato opposto della board.

Ad oggi quali sono i progressi fatti in questo ambito?

Il blog del progetto RepRap ci tiene informati e l’ultimo post sull’argomento è stato redatto poche settimane fa, proprio dallo stesso Rhys Jones.

Ci racconta tutte le migliore tecniche che ha dovuto apportare durante lo sviluppo di questa interessante tecnologia. Ha infatti migliorato l’ugello da cui esce il metallo per la saldatura e ha confrontato vari materiali scegliendo la combinazione giusta per malleabilità e punto di fusione.

I risultati si vedono e i circuiti stanno diventando sempre più sottili e precisi. Anche se qualche volta sono da correggere manualmente e la qualità non è ancora delle migliori.

La velocità di stampa è pari a 100mm/min, piuttosto lenta, ma bisogna considerare che entrambi gli estrusori (sia quello plastico che quello metallico) sono sulla stessa macchina.

Chissà se migliorando ancora di più questa tecnologia non sarà possibile in futuro generare anche quelle altre componenti hardware per ora reperibili solo in ferramenta.

Alessio Melandri